ROMA – «La riforma della giustizia sportiva è stata una scommessa vinta, ma attenzione: il cantiere è sempre aperto, ciò che abbiamo scritto ieri già deve essere ripensato. Le situazioni cambiano e bisogna prepararsi alle sfide del domani». Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, nel suo intervento al seminario “Contrastare la corruzione nello sport”, in corso di svolgimento a Roma, nella Scuola di Perfezionamento delle Forze di Polizia. «Nel suo ambito – ha continuato – il Coni ha preso iniziative importanti per combattere la corruzione, cominciando dal suo interno. La regola che impone al massimo due mandati per i revisori dei conti, per esempio. O quella che riguarda i limiti alle candidature dei presidenti federali, che non possono andare oltre i tre incarichi. Il tutto favorisce un ricambio generazionale e scoraggia fenomeni di eccessiva consuetudine e confidenza fra amministratori e amministrati, che potrebbero generare situazioni discutibili». La legalità è un valore generale, ha ricordato Malagò, «ma arrivo a dire che si tratta di un valore ancora più fondamentale per chi ha a che fare con i giovani. E nello sport il contatto con ragazzi e bambini è un fatto quotidiano». MF/Agipro
Meeting a Roma: Coni e Anac con le istituzioni per la lotta alla corruzione nello sport