ROMA - «Le organizzazioni sportive non possono essere lasciate sole nella lotta all'illegalità. Hanno bisogno dell'aiuto di magistratura e polizia investigativa per poter perseguire i reati». Lo ha detto Paquerette Girard Zappelli, Chief Ethics and Compliance Officer del Cio, durante il seminario “Contrastare la corruzione nello sport” in corso oggi a Roma. «Il mondo dello sport – ha continuato – non ha potere investigativo e poliziesco, non può autonomamente scoprire il reato. Quindi serve collaborazione trasversale e devo dire che in questo campo l'Italia e il Coni stanno dando un ottimo esempio». Quanto alle frodi sportive, «è un problema da affrontare in una dimensione internazionale. Il match fixing può partire in un Paese e trasferirsi facilmente ad altri. Per questo il Cio ha deciso di ampliare la sua azione, coordinandosi con gli altri comitati olimpici». Per dare risultati, però, la lotta alla corruzione nello sport deve rafforzare l'elemento sanzionatorio. «È fondamentale, ma anche per ottenere questo obiettivo deve stabilirsi una forte collaborazione tra i comitati olimpici e le forze di polizia».
MF/Agipro