ROMA - I gestori di slot machine sono tenuti a versare ai concessionari la quota della tassa da 500 milioni, prevista dalla legge di stabilità 2015 per la filiera degli apparecchi da gioco, anche dopo il rinvio dell'addizionale alla Corte di Giustizia Ue. Così ha stabilito il Tribunale di Roma sulla valenza della nota pregiudiziale sollevata dal Consiglio di Stato a fine agosto, a proposito della compatibilità della norma rispetto al diritto Ue.
Nel caso in questione un gestore aveva chiesto, proprio in seguito al rinvio, la revoca dell’efficacia esecutiva già dichiarata dal giudice su un decreto ingiuntivo concesso in favore del Concessionario. Il giudice Stefania Garrisi della Sezione Diciassettesima civile ha però dichiarato l'inammissibilità dell’istanza. Accogliendo la tesi del concessionario, il giudice ha ritenuto che «il semplice rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia da parte del Consiglio di Stato non offre di per sé elementi a favore della fondatezza dell’opposizione proposta».
LL/Agipro