ROMA - Nessuna legislazione unica per il gioco online a livello europeo, ma massima attenzione al sostegno degli Stati membri nella modernizzazione dei quadri giuridici sul gioco e agli strumenti trasversali contro la pubblicità aggressiva e l'evasione fiscale. È questa la posizione espressa dal vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Stéphane Séjourné, in risposta all'interrogazione presentata dagli eurodeputati Bruno Gonçalves e Laura Ballarín Cereza (S&D).
Nel testo trasmesso al Parlamento europeo, la Commissione chiarisce subito il quadro delle competenze: “Sebbene non esista una legislazione Ue specifica per il settore del gioco, gli Stati membri hanno stabilito norme nazionali anche in materia di limitazione della pubblicità” e la Corte di giustizia europea “ha riconosciuto il loro diritto di limitare i servizi di gioco online laddove necessario”. Il compito dell'Esecutivo comunitario rimane quindi quello di sostenere i Paesi “nei loro sforzi per modernizzare i quadri giuridici” e “agevolare la cooperazione tra le autorità di regolamentazione”.
Sul fronte della tutela dei consumatori e del contrasto al marketing invasivo, la Commissione richiama la validità delle normative comunitarie già in vigore o in fase di implementazione. In particolare, la Direttiva sulle pratiche commerciali sleali “vieta la pubblicità ingannevole o aggressiva”, specialmente quando si rivolge a “consumatori vulnerabili, compresi i minori”, la cui salvaguardia sarà la priorità anche per il futuro Digital Fairness Act.
Per quanto riguarda il controllo dei contenuti illegali e la prevenzione delle dipendenze, la Commissione sottolinea l'efficacia del Digital Services Act (DSA), attraverso il quale gli utenti possono segnalare gli annunci non a norma. Le linee guida del DSA raccomandano infatti di “impedire l'accesso a contenuti con restrizioni di età” e di evitare “l'esposizione a pratiche che incoraggiano comportamenti di dipendenza”.
Infine, la risposta affronta il nodo della tassazione degli operatori transfrontalieri. La Commissione conferma di essere al lavoro per “rafforzare la cooperazione amministrativa tra le autorità fiscali”. Tuttavia, dato che la tassazione del settore presenta diversi modelli di prelievo, il modo in cui questi agiscono nel mercato interno “è attualmente oggetto di studio, e si prevede di dedicargli un'apposita ricerca”.
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