ROMA - Le misure adottate finora sono «assolutamente carenti» per la salvaguardia di chi gestisce sul territorio il settore delle scommesse, che garantiscono «elevati livelli occupazionali» e sono «fonte di imponenti importi per le entrate dello Stato». Questo il presupposto che ha indotto l'Agsi (Associazione Gestori Scommesse Italia) a chiedere un incontro urgente al Governo, in una lettera inviata, oltre che al Presidente del Consiglio, al Ministro dell'Economia e Finanze e ai presidenti di Camera e Senato. Nella lettera, vengono anticipate le richieste: un credito di imposta del 60% a chi affitta immobili ai gestori di negozi di scommesse autorizzate dai Monopoli di Stato; la sospensione fino a data da destinarsi «di tutti gli oneri e di tutti gli importi incidenti» sulle sale scommesse, dei ratei delle agenzie di riscossione, dei mutui e di tutti i «relativi contenziosi in essere»; agevolazioni per accedere al credito; riduzione delle aliquote di imposta unica e Preu; erogazione di contributi a sostegno delle aziende nell'attuale periodo di emergenza sanitaria.

MF/Agipro