ROMA - “Con l’unione di Lottomatica e Cirsa diamo vita a un leader indiscusso in Italia e Spagna, tra i migliori mercati del gaming a livello globale, dove copriamo l’80%, con posizioni di leadership in ulteriori aree geografiche ad elevata crescita. Ma soprattutto, l’operazione amplia le opportunità di sviluppo, in particolare nel segmento del business online, dove la Spagna potrà beneficiare di un’accelerazione tramite asset e competenze che abbiamo già messo in campo in Italia, mantenendo invariato il livello di remunerazione degli azionisti a fronte di un rischio di esecuzione limitato, dato che si tratta di due realtà molto ben gestite”. Lo ha dichiarato Guglielmo Angelozzi, prossimo presidente e amministratore delegato della combined company Lottomatica-Cirsa, commentando l’operazione in un’intervista a “Il Sole 24 Ore”.

“La proposta di investimento di Lottomatica rimane invariata, caratterizzata da crescita sostenuta, generazione di cassa e alti rendimenti per gli azionisti – ha proseguito, rispondendo alle preoccupazioni per un possibile drenaggio di liquidità derivante dal dividendo da 262 milioni che Cirsa punta a staccare nel pre-closing agli azionisti –. La nuova entità sarà in grado di garantire le stesse caratteristiche e l’operazione è chiaramente positiva su ogni metrica, migliorando anche il posizionamento strategico per il futuro. Inoltre, ci sono sinergie di costo per circa 115 milioni di euro che saranno realizzate in tre anni dalla chiusura dell’operazione. Questo senza considerare le sinergie di ricavo sull’online”.

“Il cda di Lottomatica sottoporrà all’approvazione degli azionisti della combined company una distribuzione di capitale da 744 milioni, da attuare tramite la distribuzione di un dividendo straordinario, un’offerta pubblica di acquisto volontaria parziale su azioni proprie, o su una combinazione di entrambe le alternative entro il terzo trimestre 2027”, ha spiegato ancora Angelozzi, prima di chiudere con un commento sui timori sulla finanziaria legati alla riduzione della cassa netta per la distribuzione del pre-closing, rispetto ai quali ha sottolineato che “nella prima fase ci aspettiamo un valore di debito netto pari a 2,7 volte il margine operativo lordo annuale e puntiamo a rientrare all’interno della nostra financial policy di 2,0-2,5 entro 6-12 mesi”.

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