ROMA - L’importo dovuto dai concessionari del bingo in regime di proroga è stato incrementato senza accertamenti sulla effettiva sostenibilità dei versamenti e senza certezza sulla gara per l’affidamento delle nuove concessioni. Così l'associazione Ascob e gli operatori di settore nell'udienza di oggi in Corte Costituzionale, dove sono tornate in primo piano le disposizioni contenute nella legge di stabilità 2018 sulla proroga delle concessioni. La norma approvata a fine 2017 - rinviata dal Tar Lazio alla Consulta due anni fa - prevedeva l’aumento da 5.000 a 7.500 euro dei versamenti dovuti dai concessionari ogni mese (e da 2.500 euro a 3.500 euro per ogni frazione di mese inferiore ai quindici giorni). Nello stesso provvedimento veniva fissata la scadenza - il 30 settembre 2018 - entro cui sarebbe dovuta partire la nuova gara."La norma è illegittima perché irragionevole, sproporzionata e compromette la libertà di iniziativa economica, soprattutto per le aziende più piccole - sostengono i legali degli operatori del bingo - Le condizioni previste dalla manovra non hanno permesso neanche di valutare possibili alternative economiche. Fermare l’attività avrebbe significato l’espulsione dal marcato a tempo indeterminato, vista la completa assenza di certezze sull’avvio della nuova gara".
LL/Agipro
Proroga concessioni bingo, gli operatori alla Corte Costituzionale: "Canone sproporzionato, iniziativa economica compromessa"