ROMA - La legge che dal 20 maggio impone alle sale giochi piemontesi il rispetto del distanziometro non viene rispettata: lo dice Paolo Jarre, direttore del Dipartimento dipendenze della Asl To3 che, secondo quanto riporta La Stampa, ha inviato una lettera a 26 sindaci per sollecitarli a intervenire sui locali che risultano ancora aperti malgrado siano al di sotto delle distanze minime dai luoghi sensibili. Nel frattempo, dopo le elezioni regionali e la nomina del nuovo governatore Alberto Cirio si sono moltiplicate le speranze degli operatori in una modifica della legge regionale, che scongiuri definitivamente la chiusura della quasi totalità dei punti di gioco presenti sul territorio. «La tutela della salute e il contrasto della ludopatia sono importanti, quindi la legge non va abrogata – ha detto Andrea Tronzano, nuovo assessore alla Attività produttive – Però servono alcune modifiche, perché così si sta distruggendo un settore ed escludendo 5 mila persone dal circuito lavorativo». Secondo Tronzano si dovrebbe portare il distanziometro a 250 metri, riservandolo solo alle nuove aperture, che poi è quello che è successo di recente in Puglia. Le associazioni degli operatori si stanno intanto muovendo: «Chiederemo al più presto un'audizione – ha annunciato Luciano Rossi di Astro – In tutte le altre regioni che inizialmente avevano previsto il distanziometro ci sono state sospensioni e modifiche che di fatto hanno salvato le realtà preesistenti».

RED/Agipro