ROMA – “Sul gioco il dibattito si è vivacizzato negli ultimi anni e ancor di più negli ultimi mesi. Ci sono dei punti fermi e delle questioni aperte”. E’ quanto ha detto il direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Giuseppe Peleggi, nel corso del seminario istituzionale sul gioco in corso alla Commissione Finanze della Camera. “Esiste un modello italiano, diverso da quelli inglese, francese e tedesco – dice ancora Peleggi - Esiste un governo che regolamenta il gioco. Il modello italiano è costruito sulle concessioni, affidate secondo regole comunitarie”.
Secondo Peleggi “Non spetta all’Agenzia decidere il tipo di modello, che abbiamo trovato a dicembre 2012. Ci sembra accettabile, è un modello di regolamentazione. E’ cresciuta esigenza di tutela, ma c’è la dimensione della salute che però dipende dalla Regioni, mentre quello della sicurezza sociale nelle città dipende da sindaci e comuni. Le intersezioni sono forti e serve un punto di equilibrio. Servirà discutere su quali siano i danni sociali, rapportandosi col territorio”.
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“Riserva statale da tutelare, proibizionismo non è soluzione contro illegale”
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“Proibizionismo degli enti locali farà esplodere illegale, tassa da 500 milioni va rimossa”
Passamonti (Sgi): “Pubblicità, basta approcci ideologici: divieto danneggia i cittadini”
Petrone (Sisal): “Tassa da 500 milioni da cambiare, norme locali fanno scomparire gioco legale”
Ughi (Agisco): "Atteggiamento contraddittorio dello Stato, monopolio sul gioco non esiste"
Cairoli (Lottomatica): “Riordino del settore con tassa di scopo e coinvolgimento enti locali”
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Giochi, Angelozzi (Acadi): “Servono norme stabili e revisione del prelievo fiscale”
Giochi, Nicotra (Anci): "Necessario quadro normativo condiviso che chiarisca competenze enti locali"
PG/Agipro