ROMA - Il giudice delle indagini preliminari di Catanzaro Carmela Tedesco ha inflitto sessantacinque condanne nell'ambito del processo scaturito dall'operazione della Direzione distrettuale antimafia denominata “Jonny” sulle infiltrazioni delle cosche di Isola Capo Rizzuto nel centro di accoglienza per richiedenti asilo. Tra i condannati, Giuseppe Arena, considerato il reggente del clan, dovrà scontare 16 anni e 4 mesi di reclusione; mentre Pasquale Arena, che aveva guidato la cosca fino alla scarcerazione del fratello e che aveva un ruolo preminente nel settore delle scommesse e del gioco d'azzardo nel crotonese ed in Italia attraverso la Kroton Games, è stato condannato a 20 anni e 2 mesi di reclusione, due mesi in più della richiesta del pm. L'operazione “Jonny” è l’inchiesta che a maggio 2017 ha portato alla luce un intricato intreccio architettato dalla criminalità organizzata nel settore del gaming - in particolare nella raccolta delle scommesse on line e nel noleggio degli apparecchi - con ingenti profitti per la cosca Arena, che agiva attraverso la società Kroton Games.

Le condanne di oggi, come detto, riguardano soprattutto l'attività del centro di accoglienza per richiedenti asilo che, secondo le accuse della direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, era diventato il bancomat dei clan mafiosi della zona. I sessantacinque imputati condannati, che hanno goduto dello sconto di un terzo della pena per effetto del rito abbreviato, erano accusati a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione, porto e detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni, malversazione ai danni dello stato, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture e altri reati di natura fiscale, tutti reati aggravati dalla modalità mafiose e dalla finalità di avvantaggiare l'organizzazione criminale.

RED/Agipro