ROMA – “È mancata la volontà politica della maggioranza di governo, di procedere con il riordino del settore, probabilmente a causa di posizioni diverse al suo interno”, queste le parole di Domenico Faggiani, componente dell’Osservatorio sul fenomeno del gioco d’azzardo patologico della Regione Lazio, in un articolo pubblicato sul portale “Il Gioco Legale” in merito alla mancata riforma del gioco pubblico retail. Secondo Faggiani, il mancato completamento è una precisa responsabilità del Governo, causato principalmente da divisioni interne. Smontata anche la tesi di chi giustifica lo stop con la difficoltà di intervenire a fine legislatura, perché - viene ricordato - la legge delega risalga all'agosto 2023 risale all'inizio del mandato. La scelta di limitarsi al solo riordino del gioco online, accantonando il settore fisico, ha prodotto una paralisi che lascia irrisolti nodi cruciali come la scadenza delle concessioni, la necessità di continue proroghe e i conseguenti rischi di infrazione europea.
A questo blocco politico, si aggiunge la questione dell'autonomia differenziata e del frammentato rapporto tra Stato ed enti locali. La tutela della salute — e quindi il contrasto alla ludopatia — consentono alle Regioni di rivendicare competenze specifiche. Di conseguenza, l'eventuale approvazione di parametri nazionali uniformi, come le distanze dai luoghi sensibili o i limiti orari, rischia di essere vanificata da normative regionali difformi. Per Faggiani, è vitale un accordo in Conferenza Unificata: senza un'intesa vincolante e condivisa tra Governo, Regioni e Comuni, qualsiasi intervento legislativo continuerà a scontrarsi con la sovrapposizione delle regole territoriali e l'incertezza del quadro normativo.
EMT/Agipro
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