ROMA - Invocano il diritto al lavoro dopo oltre sei mesi di chiusura, peggiorati dalla totale incertezza del futuro. Le lavoratrici del gioco legale tornano in piazza a Montecitorio, per chiedere ancora a Governo e parlamento "di prendere in considerazione la nostra crisi". Un centinaio di donne provenienti da tutta Italia ribadiscono l'assoluta necessità di tornare a lavorare. Il settore, ripetono, "è ingiustamente penalizzato" e la cassa integrazione "comunque insufficiente" non viene ancora ricevuta dalla maggior parte dei dipendenti delle sale. Inoltre, "lo Stato ha istituito nel primo lockdown un prestito a tasso zero per tutte le aziende, tranne che per quelle del nostro settore, e nello stesso tempo le banche iniziano a chiuderci i conti correnti giustificandosi dietro a un 'codice etico' con il quale le aziende del comparto sono state escluse anche dai contributi a fondo perduto regionali". L'appello rivolto al Governo è quello di "prendere in considerazione la nostra disperazione, quella di non avere un posto di lavoro".
LL/Agipro