ROMA – «Riteniamo che la maggior parte delle limitazioni imposte al gaming, finalizzate alla protezione dei cittadini in un momento di difficoltà, abbiano buone intenzioni. Tuttavia, la maggior parte delle restrizioni introdotte non è basata su dati concreti e potrebbero fare più male che bene, spingendo i giocatori verso siti del mercato nero invece che su quelli autorizzati e regolamentati». Sono le parole di Maarten Haijer segretario generale della European Gaming and Betting Association (EGBA) in merito ai vari blocchi imposti al settore del gioco a causa della pandemia di coronavirus.
«Tali siti sono ospitati e gestiti su server al di fuori dell'Unione Europea e non offrono alcun tipo di tutela per i giocatori», ha proseguito. Hajer ha poi esortato gli operatori a utilizzare le loro competenze per favorire l'utilizzo di siti sicuri e legali, una strategia che l'associazione ritiene migliore rispetto agli interventi governativi. «La maggior parte delle aziende dispone già di strumenti sicuri; tali strumenti dovrebbero essere ben visibili e di facile accesso per i clienti. Va intensificato il monitoraggio e favoriti gli interventi mirati ad aiutare i consumatori a rischio di gioco problematico», ha detto. EGBA ha infine previsto un calo del gioco a causa della sospensione degli eventi sportivi, spiegando che le scommesse rappresentano il 44% delle entrate online totali dei suoi membri.

GB/Agipro