FIRENZE - Le iniziative del Governo in materia di giochi, dal divieto di pubblicità dei giochi del Decreto Dignità, all'aumento del prelievo erariale sui giochi previsto dalla manovra, fino alle norme contenute nel Decretone sul reddito di cittadinanza e quota 100, «non sono misure che servono a contrastare il gioco patologico, ma servono semplicemente a fare cassa, a finanziare i provvedimenti del Governo». Lo ha detto Simona Neri, responsabile DGA Anci Toscana, a margine di un convegno sul gioco patologico a Firenze. «In questo modo si rende lo Stato ulteriormente dipendente dalle entrate dei giochi, perchè servono a sostenere misure, come il reddito di cittadinanza, che devono essere continuamente alimentate: con iniziative di questo tipo, è difficile che si attui realmente una politica di contrasto alla dipendenza», ha concluso la Neri.
MSC/Agipro
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