ROMA - il governo colpisce gli investimenti pubblicitari degli operatori di gioco e mette a rischio ricavi per i club calcistici. Il decreto accise, in vigore da oggi, introduce importanti novità fiscali per il settore del gioco legale.

L'articolo 3 del provvedimento definisce due misure stringenti sulla deducibilità delle spese per gli operatori del gioco, che si applicheranno “a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025”.

La prima novità riguarda gli investimenti prescritti dalla normativa per i concessionari di gioco legale, i quali d'ora in avanti subiranno un netto appesantimento fiscale. Nel testo si stabilisce infatti che “si considerano, in ogni caso, spese di rappresentanza gli investimenti sostenuti dai concessionari”, limitandone così la deducibilità.

La seconda misura dispone invece uno stop definitivo alla deduzione ai fini IRES e IRAP per le spese promozionali e informative. Il decreto specifica infatti che “le spese relative al cosiddetto Decreto Dignità - sostenute per le sponsorizzazioni o analoghe tipologie contrattuali da parte di soggetti riconducibili direttamente o indirettamente agli operatori di gioco legale che forniscono comunicazioni di carattere informativo relative al gioco medesimo o che forniscono servizi informativi di comparazione di quote o offerte - non sono deducibili ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive”.

Il provvedimento stabilisce infine che “con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da adottare con cadenza annuale sono accertate le maggiori entrate”, le quali saranno interamente “destinate al Fondo per interventi strutturali di politica economica”, già rafforzato dall'articolo 3 con una dotazione iniziale di 2,6 milioni di euro per il 2026 e 25,4 milioni per il 2027.


Foto Credits Flickr Jon S CC BY 2.0

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