FIRENZE  - «La prevenzione del gioco patologico è efficace quando è costruita in modo specifico sul target che vuole colpire: gli incontri pubblici aperti alla popolazione non hanno un grande riscontro in termini di efficacia, perchè vengono seguiti da persone che conoscono già il problema della dipendenza, al contrario delle iniziative nelle scuole, che invece sono più coinvolgenti, anche grazie all'utilizzo delle nuove tecnologie». Lo ha detto Matteo Iori, presidente Conagga, nel corso di un convegno sul gioco patologico a Firenze. Per aiutare i giocatori problematici, «bisognerebbe abbandonare l'ideologia e aprirsi al confronto con gli esercenti, coloro che vendono il gioco» e che possono indirizzare il giocatore patologico «attraverso informazioni utili sui servizi che si occupano di assistenza oppure con il numero verde». Il settore del gioco «è in continua evoluzione: per fare prevenzione  bisogna conoscere il fenomeno per prevederlo», conclude.

MSC/Agipro