ROMA - Riparte a sorpresa l’iter per il rinnovo delle concessioni di gioco. Il Ministero dell’Economia ha inviato nei giorni scorsi al Consiglio di Stato i testi dei bandi di gara per 15mila punti scommesse e 210 sale Bingo. Lo apprende Agipronews da fonti istituzionali. Il settore scommesse attende da qualche anno (per l’esattezza dal 2015) la gara per l’apertura di 15mila punti vendita (10mila agenzie e 5mila corner). La norma che prevede le procedure di gara è stata via via ritoccata e le scadenze riaggiornate, così come le basi d’asta per ciascun diritto: nell’ultima versione della norma, sono arrivate a 18mila euro per ciascun corner – il punto vendita “misto” - e a 32mila euro per ogni agenzia, esercizio nel quale si vendono al contrario soltanto prodotti di gioco. Il gettito previsto dai bandi è dunque schizzato ad almeno 483 milioni di euro: 90 milioni dalle autorizzazioni per 5000 corner, 320 milioni di euro dalle 10mila agenzie. Negli ultimi tre anni, in attesa del riordino, si è andati avanti sempre con proroghe: l’ultima – prevista anche questa dalla legge di Bilancio 2019 - scadrà a fine anno. Una gara di assegnazione sarà organizzata anche per le nuove concessioni Bingo, che saranno 210 ad un costo di 350mila euro. In attesa del parere consultivo del Consiglio di Stato sulle due procedure, resta da sciogliere il nodo del rapporto tra reti di vendita e territorio: almeno metà delle regioni italiane, e moltissimi comuni, hanno infatti approvato negli ultimi anni leggi e regolamenti che impediscono l’apertura di nuovi punti vendita a poca distanza dai cosiddetti punti sensibili – ospedali, scuole, centri giovanili. Secondo i rappresentanti dell’industria dei giochi, dislocare 15.210 punti gioco, in un quadro così complesso, sarà pressoché impossibile senza una legge quadro nazionale.
NT/Agipro