ROMA - Le sale giochi di Bolzano e provincia tornano a sperare: il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta degli operatori di gioco di ripetere il processo contro la legge  che dispone almeno 300 metri di distanza tra sale, apparecchi e luoghi sensibili come scuole e chiese. Nelle ordinanze pubblicate oggi il Collegio della Sesta sezione ha confermato lo stop momentaneo alla chiusura delle attività legate al gioco troppo vicine agli spazi "off limits", in attesa della nuova udienza di merito, che verrà fissata entro il 2019 con un nuovo provvedimento. Gli operatori gioco avevano chiesto un mese fa il processo di revocazione contro la sentenza dello scorso marzo che avevano confermato la legittimità della legge provinciale.

I nuovi ricorsi, richiamando le sentenze di marzo, sostengono i vizi «di omessa pronuncia e travisamento del contenuto della consulenza tecnica d’ufficio» disposta proprio da Palazzo Spada per verificare il cosiddetto effetto espulsivo delle distanze minime. Gli operatori, in particolare, sostengono che la sentenza di appello «si sia concentrata soltanto sui motivi di possibile incostituzionalità e anticomunitarietà, tralasciando la trattazione degli altri punti e incorrendo nel vizio di omessa pronuncia». Sarebbero dunque stati sottovalutati gli esiti della consulenza d’ufficio: la perizia, pur escludendo l’effetto espulsivo, ha però sottolineato una estrema marginalizzazione del settore, dovuta proprio alla norma sulle distanze minime, violando la normativa comunitaria sui servizi.