ROMA - «La riabilitazione equestre per le persone diversamente abili è di fondamentale importanza, allo stesso modo delle visite psicologiche» e «la chiusura dei maneggi, in quanto centri ippici sportivi, interrompe nuovamente un percorso abilitativo iniziato a fatica, e ciò significa perdere quei piccoli grandi obiettivi raggiunti con tanto lavoro e dedizione». E' quanto sottolinea con un'interrogazione al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della salute, la deputata di FDI Augusta Montaruli, ricordando che il Dpcm dello scorso 3 novembre vieta «ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori di cui al comma 1, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute» e chiedendo al Governo di adottare «iniziative per garantire, anche attraverso un chiarimento della norma, i percorsi di ippoterapia, consentendo l’apertura dei maneggi per fini terapeutici».
«Il cavallo, proprio come il medico o lo psicologo, è necessario in caso di soggetti che soffrono di disturbi neuro-motori e psichiatrici, ma anche per correggere la postura, sia nei bambini che negli adulti. - ricorda ancora la Montaruli - E, in certi scenari, affianca fisioterapisti, medici esperti in riabilitazione, psicologi e neuropsichiatri per fornire aiuto a pazienti di ogni età e con varie problematiche, dalle più semplici sino a condizioni di disabilità fisiche anche gravi. Il cavallo, in questi contesti, viene considerato un co-terapeuta, un mezzo per il raggiungimento di un obiettivo importante per la crescita e lo sviluppo di persone affette dalle più disparate forme di disabilità».
SA/Agipro