ROMA - Il gioco «è un tema centrale nella nostra società e nell'agenda politica, anzi racchiude più temi che si intrecciano su più livelli: sociale, fiscale, occupazionale e soprattutto culturale». Lo ha detto oggi il senatore Giovanni Endrizzi (M5S), coordinatore del comitato sul gioco della Commissione Antimafia, nel corso della conferenza "L'industria dell'azzardo". «Questo settore non è neutro nel nostro tessuto sociale ed economico, ma ha un effetto plasmante. Non dobbiamo tenere conto solo del problema del gioco patologico o delle infiltrazioni criminali. La collaborazione istituzionale deve portare tutti i soggetti coinvolti a un cambio di passo», ha aggiunto.

«C'è un problema di stigma sociale sul gioco: spesso il disturbo da gap viene associato ad altre dipendenze e, per le persone che ne soffrono e per le loro famiglie, è difficile avere accesso ai servizi di supporto», ha detto Alessio Rocchi, Direttore Generale di IUSTO, l'Istituto Universitario Salesiano di Torino, dove è anche professore nella cattedra di pedagogia. «Bisogna contemperare diverse esigenze, per gestire la complessità di questo settore. L'esigenza primaria è la tutela della libertà individuale, coniugata alla salute pubblica ma, sicuramente, il settore investe anche il tema della fiscalità, della promozione di impresa ma soprattutto dell'educazione».

MSC/Agipro