ROMA - "In Emilia-Romagna si sta assistendo alla chiusura delle aziende di gioco legale e alle conseguenti perdite occupazionali, mentre mancano evidenze positive in merito alla lotta contro la ludopatia. Lo strumento della distanza minima, dunque, adottato con il fine ultimo di contrastare la dipendenza da gioco d’azzardo, rischia di mancare completamente l’obiettivo ispiratore". E' quanto evidenzia l'associazione Astro che, assieme a Sapar, ha inviato un'istanza alla Giunta della Regione Emilia Romagna, per  "procedere, con urgenza, ad una valutazione circa l’efficacia della legge regionale rispetto agli obiettivi che si prefiggeva, prima che venga sancita la cancellazione totale della rete terrestre di gioco legale e vengano lasciati ampi spazi di manovra al gioco illegale". I dati contenuti nel Libro Blu 2018 dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - spiegano ancora da Astro - evidenziano "un aumento della raccolta complessiva di gioco, nonostante il settore awp sia stato quasi dimezzato dal processo di riduzione imposto dalla legge di stabilità 2016, dai divieti imposti dalla legge regionale e dalle stringenti limitazioni orarie imposte dai singoli Comuni". Tali limitazioni "non hanno portato ad una effettiva dimunuzione del gioco" e "sul fronte del contrasto alla dipendenza non è possibile rilevare nessuna evidenza positiva". 

Da qui la richiesta della associazioni di procedere ad una "valutazione urgente circa l'efficacia della legge regionale", anticipando la relazione con cadenza triennale prevista dalla legge e che dovrebbe essere effettuata nel 2020. 

RED/Agipro