ROMA - La legge elettorale è semplice: viene eletto governatore chi prende almeno un voto più degli altri. Sulla base di questo sistema proporzionale a turno unico, domenica e lunedì le Marche vedranno verosimilmente una sfida alle urne fra il centro-destra di Francesco Acquaroli e il centro-sinistra di Maurizio Mangialardi. In materia di giochi, la nuova Giunta si troverà tra le mani una patata rovente: dovrà infatti decidere la sorte di tutte le attività che ospitano slot all'interno del distanziometro.

È un problema che la Giunta di centro-sinistra uscente, guidata da Luca Ceriscoli, non ha risolto ma solo posticipato. La legge regionale del gennaio 2017, approvata con il consenso di tutta l'Assemblea, stabiliva il divieto di installare nuovi apparecchi a meno di 500 metri dai luoghi sensibili. Per i comuni con meno di 5000 abitanti, il limite era fissato a 300 metri. Quanto alle attività già sul territorio, si dava tempo fino al 31 dicembre 2019 per adeguarsi alle regole. 

Nei primi mesi del 2019 la Giunta, valutando le prevedibili ricadute occupazionali, ha proposto di tutelare le attività di gioco a tempo indeterminato, scatenando un serrato dibattito nella stessa maggioranza. Finché, su proposta maturata in commissione, nella seduta dell'11 giugno 2019 l'aula ha mutato la tutela sine die in una proroga biennale, con scadenza 30 novembre 2021. Spetterà alla prossima Giunta marchigiana trovare una soluzione definitiva.

MF/Agipro