ROMA - «Per quel che riguarda i ristori bisogna rispondere insieme a tre esigenze: tempestività degli interventi, adeguatezza degli stanziamenti, inclusività delle misure a tutte le categorie colpite dalla crisi». Lo ha evidenziato il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli in un'intervista a "La Stampa". «Non soltanto più risorse (e ne servono davvero tante di più), ma anche pieno riconoscimento del fatto che l'emergenza sanitaria è divenuta pericolosamente emergenza economica e sociale», ha precisato ancora il numero 1 di Confcommercio. In merito alle chiusure, poi, Sangalli ha precisato: «Massimo rispetto delle competenze che sono state mobilitate. Ma è evidente che serve un sistema di regole che sia, per quanto possibile, più semplice e più comprensibile. Per il resto, dobbiamo lavorare tutti per recuperare più possibilità di aperture. Perché le imprese del commercio chiedono anzitutto di poter lavorare. In sicurezza, come è giusto». 
«È urgente - ha aggiunto Sangalli - cambiare la logica dei ristori legati alle zone Rosse, Arancioni e Gialle e ai codici Ateco. Ho una proposta semplice: indennizzo adeguato in misura commisurata all'entità delle cadute di fatturato quale che sia il settore o il territorio in cui si opera. E poi serve continuità del credito d'imposta per locazioni e affitti commerciali, moratorie fiscali più ampie, e ammortizzatori sociali riformati insieme ad una giusta flessibilità governata e contrattata nei rapporti di lavoro. Sul versante creditizio - ha concluso - bisogna poi continuare ad assicurare le risorse necessarie per il rilascio delle garanzie finalizzate ad agevolare l'accesso al credito».

 

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