ROMA - «Il 2020 si chiude con un bilancio drammatico per il nostro sistema produttivo colpito dal Covid. Quasi mezzo milione tra imprese e lavoratori autonomi potrebbero chiudere l'attività. Oltre all'indispensabile vaccino sanitario, c'è bisogno del vaccino economico, cioè indennizzi finalmente adeguati al crollo dei fatturati e l'utilizzo di tutte le risorse europee per rimettere in moto l'economia del nostro Paese». Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, commenta in questa maniera l'analisi dell'Ufficio Studi di Confcommercio sulle chiusure delle imprese del terziario.
Tra i settori più colpiti vi è quello di bar e ristoranti (-14,4%) mentre la filiera del tempo libero registra, tra attività artistiche, sportive e di intrattenimento, un crollo con la sparizione di un’impresa su tre. In totale si registra la chiusura definitiva di oltre 390mila imprese del commercio non alimentare e dei servizi di mercato a fronte di sole 85mila nuove aperture.
RED/Agipro