ROMA - Ippica Nuova ha alle spalle venti mesi di attività. Si può fare un bilancio: «Ci siamo dati quattro obiettivi primari: prima di tutto, volevamo riempire un vuoto di rappresentanza. Non c'erano associazioni in grado di coinvolgere tutta la filiera, specie nei suoi operatori più professionali; abbiamo cercato di farlo noi e devo dire che il riscontro è stato molto positivo. Il secondo obiettivo, anche questo raggiunto, era offrire il nostro contributo di idee ed esperienza al Mipaaf. Il terzo è la ricostituzione degli enti tecnici». Qui serve una breve digressione: «Fino a qualche tempo fa, il trotto era gestito dall'Encap, Ente nazionale per le corse al trotto, mentre del galoppo si occupava il Jockey Club italiano. Strutture che oggi sarebbero molto utili, anche per tenere i contatti con l'ippica internazionale e dialogare con operatori di pari livello. Da quando gli enti tecnici sono stati soppressi, l'ippica italiana non ha più voce». Infine, il quarto punto: «Una riforma del settore che coniughi il punto di vista pubblico con la presenza di rappresentanti eletti dalle categorie. Si tratta di una sinergia tra la visione privata degli operatore e la visione pubblica del ministero, a nostro avviso sarebbe un assetto in grado di favorire il rilancio. Speriamo che arrivi presto il momento».
MF/Agipro
Ippica alla Fase 2, Sandi (Ippica Nuova): “Vanno ripristinati gli enti tecnici, solo così il settore tornerà ad avere voce ”