ROMA – La task force di Vittorio Colao ha dubbi sul lavoro svolto finora per preparare la fase due dell'emergenza Coronavirus. Come riporta l’edizione odierna de “La Repubblica”, il manager ha contattato il commissario Domenico Arcuri per fare un punto della situazione. Perché molto dipenderà dalla capacità del governo di mettere in sicurezza lavoratori e cittadini. Tutto il team di Colao è dubbioso sulle ipotesi di una ripresa fatta per fasce d'età o di chiusure e riaperture decise in base ai codici "ateco" che definiscono le diverse attività produttive. L’aspetto fondamentale, secondo la task force, sarà capire quali filiere saranno in grado di lavorare in sicurezza. 
Un altro aspetto delicato da monitorare sarà la questione legata ai trasporti, soprattutto i mezzi pubblici nelle grandi città.

L’idea della task-force cambia il paradigma rispetto al lavoro del comitato tecnico scientifico che ha realizzato un altro report anche in base ai dati INAIL. Quest’ultimo ha stilato un lungo elenco di codici ateco in cui i valori di rischio sono calcolati in base a tre variabili: esposizione (la probabilità di venire in contatto con fonti di contagio, vale per il settore sanitario, la gestione dei rifiuti speciali, i laboratori di ricerca); prossimità (la possibilità di attuare distanziamento sociale) e aggregazione (la tipologia di lavoro che prevede contatti con soggetti terzi, dal commercio alla ristorazione). Il coefficiente di rischio integrato annovera tra i bollini rossi il trasporto aereo, l'assistenza sanitaria e quella sociale non residenziale e tra i bollini arancioni servizi per la persona, lotterie e case da gioco, servizi di assistenza sociale residenziale, amministrazione pubblica, difesa, gestione delle reti fognarie.

RED/Agipro