ROMA - "E' una realtà: vengono chiusi i conti dei concessionari di Stato perché quasi tutte le banche si sono date un codice etico che impedisce loro di compiere operazioni relative al gioco. Questo impedisce l'attività del concessionario e le organizzazioni criminali si infiltrano in questo spazio". Lo ha detto Stefano Sbordoni, professore di Diritto tributario dei giochi, nel corso della Convention dei gestori Global Starnet "Le regole del gioco. Il settore a confronto". "E' necessario individuare un percorso comune che permetta di risolvere la questione" della chiusura dei conti da parte delle banche, "altrimenti si crea un danno non indifferente", ha aggiunto Francesco Scardovi, esperto fiscale nel settore del gaming. Ranieri Razzante, esperto di legislazione antiriciclaggio, ha ribadito però che "la normativa antiriciclaggio non prevede la chiusura dei conti: le banche devono solo stare più attente, ma la chiusura di un conto senza preavviso arriva in tribunale e, di solito, si vince. Su questo aspetto, ci vuole chiarezza", ha concluso.

MSC/Agipro