ROMA - «Da qualche anno a questa parte, sulla lotta al gioco aumenta il consenso politico, soprattutto su alcune tipologie come le slot». Così Armando Iaccarino, direttore del Centro Studi Astro, risponde alla provocazione di Giuseppe Cruciani, nel corso della Convention dei gestori Global Starnet "Le regole del gioco. Il settore a confronto". «Farei un ragionamento: il gioco in Italia è soggetto a riserva statale. Lo Stato si era dato degli strumenti (le concessioni, le regole che controllavano lo sviluppo della filiera) che dovevano servire a intervenire su un settore che era considerato a rischio (nel 2002 c'erano 700mila videopoker illegali, ora le slot sono 265mila), a tutelare il giocatore attraverso alcune regole e a trasferire i profitti del gioco dal “sommerso” allo Stato, e quindi ai cittadini stessi, alla collettività», ha sottolineato. «Questo modello ha cominciato a zoppicare, oggi non si capisce cosa ne è rimasto e non si capisce verso che direzione si vada», ha concluso.
MSC/Agipro