ROMA - «L'ordinanza del sindaco di Pontinvrea è illegittima». Così Alfonso Celotto, professore ordinario di diritto costituzionale nell'Università Roma Tre, commenta ad Agipronews la disposizione di Matteo Camiciottoli, primo cittadino del comune ligure, che consente di tenere bar e ristoranti aperti sul territorio pontesino fino alle 23, andando in contrasto con l'ultimo Dpcm. «I sindaci hanno competenza ordinaria sugli orari degli esercizi commerciali - spiega Celotto - ed è loro competenza da testo unico degli enti locali. In linea ordinaria è così, però in questo caso, rispetto a un Dpcm che differenzia l'Italia in zone, secondo me è illegittimo» prosegue Celotto. «Cosa rischia? L'annullamento dell'ordinanza come avvenne per il sindaco di Messina (che imponeva obbligo di registrazione ndr)». In queste ultime ore la magistratura ha disposto una inchiesta conoscitiva e per questo motivo nei giorni scorsi gli uomini della polizia giudiziaria si sono recati in municipio a Pontinvrea per requisire gli atti relativi alla disposizione sindacale. Al momento la documentazione è stata inserita in un fascicolo modello 45 e cioè “atti non costituenti notizia di reato”. Ma gli inquirenti stanno valutando l’ipotesi dell’istigazione alla disobbedienza delle leggi dello Stato. «Può essere, è un reato che esiste. Qualcuno può anche denunciarlo, ma dal punto di vista amministrativo un'ordinanza del genere viene annullata perché incompetente» spiega ancora il costituzionalista. «Le interpretazioni possono essere due: o il sindaco ne è consapevole ed è un boomerang politico, ovvero lo lancia per dire "io ho difeso i ristoranti" tanto sa che sarà annullata; oppure è un esempio di uno sfilacciamento a livello amministrativo che stiamo vivendo in queste settimane di grande incertezza» conclude Celotto.
FT/Agipro