ROMA - «Attualmente non ho ricevuto nessun secondo incarico da parte del Viminale». Così Maurizio Bruschi, già commissario straordinario del Casinò di Campine d'Italia, in una intervista concessa a Gioconews.it. Bruschi mette così, almeno provvisoriamente, in stand by le indiscrezioni secondo le quali era alle viste una seconda nomina da commissario, così da dare seguito a quanto contenuto nella relazione tecnica redatta al termine del mandato. Tale relazione è basata sulle possibili soluzioni per riaprire la casa da gioco. «Resto in attesa di una valutazione della mia relazione», ha detto al riguardo Bruschi. Ovviamente, l'attuale crisi di Governo intorbidisce acque già agitate e rende ogni soluzione più lontana, ma restano due gli scenari possibili: il primo porta al risanamento dell'attuale società di gestione, colpita da una sentenza di fallimento poi annullata in appello per vizio di forma e attualmente oggetto di un paio di ricorsi pendenti in Cassazione. Il secondo scenario riguarda la costituzione di una società ex novo. Su quest'ultimo fronte vanno registrati i sondaggi recenti di una società francese, la Propriétés & Co, che propone una soluzione “mista”: la mega struttura di Campione sarebbe utilizzata non solo per il Casinò, ma anche per un albergo, negozi, uffici, una Spa e una galleria d'arte. Come riporta il Corriere di Como, c'è anche in ballo il progetto del ticinese Artisa Group per fare di parte della struttura una clinica.
RED/Agipro