ROMA - «L'unica soluzione veramente affidabile a breve» sui centri scommesse senza autorizzazione che operano sul territorio italiano «non può che essere l'attuazione della delega legislativa di cui all'articolo 14 della delega fiscale» E' la risposta del sottosegretario all'Economia Enrico Zanetti all'interrogazione presentata da Marco Causi (PD), che chiedeva di «superare i profili di incertezza giuridica che si sono determinati e ristabilire le necessarie regole di concorrenza tra reti ufficiali e reti alternative di raccolta scommesse in Italia». La dimensione del fenomeno dei CTD «è notevole. Come riferiscono le stesse società estere nel corso di processi, le reti alternative contano ormai circa 7.000 punti di offerta di gioco sul territorio, più della metà di quelli delle reti dei concessionari che assommano a circa 12.700», riferisce Zanetti. «Lo schema di decreto delegato, che riconfermerebbe, in tema di raccolta di gioco in rete fisica, il modello tradizionale della concessione ed autorizzazione, peraltro in formale e sostanziale aderenza ai principi e criteri direttivi della delega legislativa, dovrà necessariamente essere sottoposto ad esame e giudizio anche della Commissione europea. Se questo giudizio sarà favorevole all'impianto italiano, difficilmente potranno sopravvivere contestazioni da parte di concorrenti transfrontalieri». Dunque, «l'attuazione della delega legislativa - o comunque un qualunque adattamento del quadro regolatorio nazionale -, abbinata al suo riscontro positivo in sede comunitaria, potranno solo fornire un quadro di certezze regolatorie in vista della scadenza di tutte le concessioni di Stato in tema di scommesse che avverrà a giugno 2016. Diversamente, questa scadenza potrà coincidere con un panorama contenzioso ed incerto alquanto ampio», ha concluso.
MSC/Agipro
Giochi, Zanetti (Mef): "Delega fiscale e giudizio Commissione europea per superare incertezza giuridica su centri non autorizzati"