ROMA - «Il Governo assicura il pieno sostegno a funzionari e militari che si ritrovano aggrediti. Lo Stato è loro vicino, non lascerà solo chi non ha fatto altro che applicare la legge. Ci saremo anche in sede difensiva, con l'Avvocatura dello Stato». Così il sottosegretario all'Economia Enrico Zanetti commenta all'Avvenire la strategia del bookmaker Stanleybet, che ha citato in giudizio il personale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli e gli uomini della Guardia di Finanza che operano il sequestro dei suoi punti di raccolta considerati illegali. Come aveva ricordato in Commissione Finanze della Camera lo scorso 1° aprile, rispondendo ad un'interrogazione presentata dai deputati del Pd Marco Causi e Federico Ginato, «le autorità preposte ai controlli hanno preso ad irrogare sanzioni nei riguardi dei punti fisici di offerta di scommesse», i cosiddetti Ctd. Ma «sono ormai giunti a circa 230 atti di diffida e 19 atti di citazione in giudizio per risarcimento dei danni».
Intanto Stanleybet non solo non ha aderito alla sanatoria prevista dalla legge di stabilità, ma ha fatto ricorso alTar proprio contro il provvedimento. Il motivo, denuncia Zanetti, è «tenere salde le fila di reti che - altrimenti sfaldandosi - potrebbero non credere più al granitico assunto secondo il quale il modello organizzativo sopra descritto è vincente e lo sarà per sempre». E, dall'altra, «perpetuare l'ipotesi di una discriminazione ad infinitum all'ombra della quale poter poi via via invocare il "diritto" alla non soggezione alle norme sanzionatorie nei confronti di chi offre e vende prodotti-scommessa m assenza di concessione ed autorizzazione». E questo si concretizza in «una aggressività nella incalzante pretesa della totale immunità». RED/Agipro