ROMA - «Il calcio è una industria milionaria. I contratti dei calciatori, le sponsorizzazioni, i diritti televisivi, il mondo del betting, tutto ruota intorno alla regolarità delle partite. Proteggere la regolarità delle partite vuol dire quindi preservare anche il valore economico e commerciale delle attività direttamente connesse con il calcio». Così Marcello Presilla, Responsabile Integrity per l’Italia di Sportradar, nel suo intervento al World Soccer Congress, tenuto a Barcellona venerdì e sabato scorsi. Nell'ambito del panel “Values, governance, Ethics and integrity in football”, Presilla ha sottolineato come l'Italia sia all'avanguardia nella lotta alle frodi sportive, tuttavia «occorre lavorare ancora molto per migliorare i livelli di cooperazione internazionale tra i soggetti pubblici e privati». Questo perché «il match-fixing è una forma di illecito, sia penale che sportivo, particolarmente complessa e difficile da individuare. Gli ostacoli e le barriere allo scambio di informazioni ed alle attività investigative sono un regalo per i cosiddetti fixers». Sportradar da tempo organizza campagne di informazione a beneficio dei calciatori professionisti. Un modello che, sostiene Presilla, «si sta diffondendo in molti altri Paesi europei ed extra-europei, a conferma di quanto siano importanti l’educazione e l’informazione degli atleti, per ridurre sensibilmente i rischi legati alle violazioni delle “betting rules” ed ai casi di vera e propria alterazione delle competizioni».
Il convegno di Barcellona è stato anche l’occasione per ricordare grandi casi internazionali, nei quali Uefa e Fifa hanno assunto decisioni molto dure nei confronti di atleti, arbitri e dirigenti sportivi. «Si tratta di un messaggio di tolleranza zero verso chi trucca le partite – ha concluso Presilla - comminare sanzioni severe e certe è sicuramente l’approccio più opportuno». RED/Agipro