MONTECARLO - Unico speaker italiano presente in un convegno fortemente tecnico e incentrato sull’online, Paolo Di Feo di Giochi24 ha parlato di reputation. “E’ un po’ un ritorno all’antico: mentre molte società stanno ancora imparando ad usare al meglio la business intelligence, alcune hanno già superato questa fase e per comprendere e spiegare la differenza - spesso notevole - tra numeri analitici e risultato di utile finale gli uniscono gli elementi intangibili, tra cui la reputazione”, ha detto.  “Assistiamo in Italia ma anche in UK a un uso dei dati come guida e difesa interna di scelte il cui risultato è in realtà negativo; esempio tipico è lo strapagare gli affiliati sulla base di dati generici, senza capire che – paradossalmente - può essere eccessivo pagare un giocatore registrato 10 euro e allo stesso tempo troppo poco pagarlo 80. In realtà bisogna guardare anche a cosa giocheranno, se resteranno a lungo, che uso faranno dei bonus e altro ancora”. “La reputazione è ad esempio un elemento determinante sia della conversione che della durata e delle quantità di rischio. Poiché ci vuole tempo per ottenerla ed è difficile da misurare, è più facile che sia ricercata nelle piccole aziende private come Giochi24 che nelle multinazionali”, ha concluso Di Feo.
NT/Agipro