ROMA - Valutare le ipotesi di una fusione con un operatore di gioco internazionale, per allinearsi alle ultime tendenze del mercato: è quanto ha proposto al board di William Hill la Parvus Asset Management, società che con il 14% delle quote è il maggior azionista del bookmaker britannico, come riporta il “Times”.

A ottobre dello scorso anno era stata ipotizzata una fusione con Amaya, la holding che controlla marchi come Pokerstars e Full Tilt, ma l’operazione era poi stata bloccata con l’accordo comune dei due operatori.

Altra ipotesi di fusione era stata avanzata nel mese di luglio, quando Rank Group e 888 erano in trattativa per assicurarsi la piena proprietà del bookmaker britannico, ma ad agosto si sono tirate indietro dopo che William Hill ha detto che l’offerta presentata "sostanzialmente" sottovalutava la propria attività.

Sempre secondo il “Times”, sono proprio Rank e 888 due tra i possibili operatori che potrebbero dare il via a un nuovo processo di fusione, il quotidiano britannico inserisce inoltre nella lista anche GVC Holdings, multinazionale che a febbario dello scorso anno ha completato l’acquisizione di Bwin.

Nel 2016, i profitti di William Hill sono stati «inferiori alle aspettative»: il bookmaker britannico ha fatto sapere che il suo utile operativo per i 12 mesi conclusi al 31 dicembre 2016 è stato pari a 260 milioni di sterline (circa 300 milioni di euro), 20 milioni di sterline in meno rispetto ai 280 previsti. 

PG/Agipro