ROMA - I Comuni possono applicare «sanzioni accessorie» rispetto a quelle della Questura nei confronti degli operatori di gioco che non rispettano i limiti orari. È quanto si legge nella sentenza del Tar Lombardia sul ricorso presentato dal titolare di una sala videolottery di Bergamo, multato dalla Questura e poi sanzionato dal Comune per non aver rispettato l'ordinanza sindacale sugli apparecchi da gioco. Nel dettaglio, la norma prevede che slot e vlt devono rimanere spente dalle 7.30 alle 9.30, dalle 12 alle 14 e dalle 19 alle 21. In seguito a ripetute violazioni, il Comune aveva disposto la chiusura della sala per una settimana. «L’attività sanzionatoria del Comune nei confronti della ricorrente appare legittima, e coordinata con l’intervento repressivo della Questura - scrive il Tar - Quest’ultima ha infatti adottato solo la sanzione pecuniaria, lasciando al Comune il compito di valutare l’applicazione della sanzione accessoria». La sospensione dell'attività è quindi «ampiamente discrezionale e non censurabile», ma in questo caso i giudici hanno rilevato delle criticità «sulla quantificazione della sospensione», basata sui criteri della Direzione Edilizia Privata e Attività Economiche. Il ricorso è tuttavia stato giudicato improcedibile in seguito alla cessione della sala vlt a un nuovo titolare, «poiché le sanzioni amministrative riflettono una responsabilità personale». LL/Agipro