ROMA - “Le misure contro il Covid-19 hanno avuto un impatto estremamente negativo sul gioco. Mentre il Pil italiano è calato di nove punti, la spesa dei giocatori nel 2020 si è ridotta di oltre un terzo, passando da circa 19,2 miliardi a 12,8 miliardi di euro. Le perdite complessive sono state compensate solo in minima parte dalla crescita del settore digital. I negozi sono stati chiusi in otto degli ultimi dodici mesi, persino nella Sardegna che era diventata zona bianca. Per ogni mese di chiusura, registriamo una riduzione di circa il 50% della spesa e una perdita di 500 milioni di euro di gettito fiscale. Le conseguenze di questa chiusura prolungata sono state negative per tutti, a partire dai giocatori che non trovando un’offerta di gioco legale si rivolgono a quella illegale. Ciò avviene nonostante il piano di interventi Adm: le sanzioni nel 2020 sono cresciute di 20 volte rispetto all’anno precedente, mentre la collettività ha perso oltre 4 miliardi di euro di gettito fiscale, che molto probabilmente sono stati drenati dalla criminalità. Io ritengo che in questo momento e nei prossimi mesi la priorità per il Paese sia quella di salvaguardare la salute delle persone. Ma penso anche che sia necessario salvaguardare anche il ruolo del gioco legale per la rilevanza che riveste. Il settore garantisce importanti entrate erariali, tutela 20 milioni di consumatori e genera oltre 150 mila posti di lavoro”. Così Francesco Durante, CEO di Sisal, intervenuto nel panel “La fine dei giochi” durante il videoforum sulla “Riforma dell’ordinamento sportivo” organizzato da Class editori. L’evento – che sarà replicato domattina alle 11 - è stato appena diffuso in streaming sulla piattaforma classagora.it e su italiaoggi.it e trasmesso in televisione sul canale Class CNBC (tasto 507 di Sky). 

RED/Agipro