ROMA - «Una scelta che azzera gli sforzi di molti Comuni che si erano strenuamente battuti per approvare provvedimenti capaci di limitare il più possibile il gioco, specialmente nelle ore notturne». È il commento dei sindaci del distretto Alto Vicentino dell'Ulss 7 sulla nuova legge regionale del Veneto sul gioco d'azzardo. Secondo i primi cittadini, riporta "Il Giornale di Vicenza", l'intento regionale di rendere omogeneo l'orario di apertura delle sale da gioco toglie ogni potere ai sindaci su questo punto. Il nuovo provvedimento interviene anche sulle distanze minime dai luoghi sensibili, calcolando il conteggio non più in linea retta, bensì sulla base di un percorso pedonale più breve; una modifica meno efficace secondo gli amministratori. «Tutto questo rischia di diventare un passo indietro nella lotta contro la ludopatia - afferma il presidente del distretto 2 dei sindaci dell'Ulss 7, Franco Balzi - Siamo determinati a fare la nostra pare, confrontandoci in modo costruttivo con la Regione per porre rimedio a questa prospettiva». RED/Agipro
Veneto, Comuni contrari alla legge sul gioco: "Diminuisce l'efficacia contro la ludopatia"