ROMA – L'avvio delle nuove concessioni del gioco online migliorerà il livello delle informazioni che i concessionari già adesso normalmente trasmettono per le normative antiriciclaggio e il contrasto al gioco illegale. Questo grazie alle innovazioni di controllo e monitoraggio introdotte con il nuovo bando di gara. Lo ha affermato Luca Turchi, direttore dell'Ufficio Controlli Giochi dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in un seminario Uif sulla collaborazione attiva dei prestatori di gioco, che si è tenuto stamattina a Roma.
Secondo l’Agenzia delle Dogane, apprende Agipronews a margine del convegno, è da riconoscere l'impegno per migliorare la regolamentazione del settore, ma c'è ancora del lavoro da fare. Non è ancora possibile applicare le stesse innovazioni dell'online alla rete fisica, perché deve essere completato il riordino retail e non si possono bandire le nuove gare. “Sarà fondamentale incentivare la formazione degli operatori dei punti vendita e delle sale da gioco, anche senza aspettare la conclusione del riordino”, ha auspicato Turchi. I concessionari si sostituiscono allo Stato nella loro attività e per questo devono conoscere meglio i loro clienti. “Ci sono ancora casi”, ha detto il dirigente Adm, relativi “alla verifica dell'età dei giocatori, a conti gioco intestati a persone defunte che vengono ancora utilizzati o alle scratch-card. Problemi che chiaramente coinvolgono anche i punti vendita ed è anche lì che deve intervenire la formazione”.
I vertici dell’Uif, rappresentati dal Direttore Serata, hanno ribadito che l'industria del gioco continua a esercitare una forte attrattiva per le organizzazioni criminali “per la sua importanza nell'economia nazionale e per le dimensioni del business”. Da questo punto di vista i controlli rappresentano una garanzia per il sistema e un argine di carattere etico. Serata ha poi ricordato il dato già pubblicato dall'Uif delle 6.433 segnalazioni di operazioni sospette (sos) dagli operatori del settore dei giochi e delle scommesse nel primo semestre del 2025, con un aumento del 36,9% su base annua. I dati dell'Uif degli ultimi tre anni mostrano, ha spiegato, delle “carenze nelle verifiche interne da parte dei concessionari e nella rete di vendita, anche per un quadro normativo poco chiaro”. Tra i problemi più urgenti su cui intervenire spicca anche, secondo Serata, “il cospicuo ricorso alle ricariche in contanti o con voucher/scratch-card, sicuramente i metodi meno tracciabili”.
Per il coordinamento delle azioni degli enti di controllo nazionali è nata a luglio l'Amla (Anti-Money Laundering Authority), la nuova Autorità europea antiriciclaggio, ha ricordato Laura Larducci, dirigente della Direzione Prevenzione e contrasto dell'utilizzo del sistema finanziario per fini illeciti del Ministero dell'Economia.
DVA/Agipro