ROMA - “Sei pagine di analisi sul passato – magari anche condivisibile – e solo poche righe per ipotizzare una soluzione al problema, che appare ancora lontana”. E’ il commento di Maurizio Ughi, amministratore di Obiettivo 2016, alla risposta del sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, all’interrogazione di Causi (Pd) sul mercato delle scommesse e sulla presenza di reti parallele sul territorio. “Apprezziamo l’autocritica, l’ammissione di non essere riusciti a ostacolare il fenomeno – continua Ughi - ma ci aspettiamo che con altrettanta saggezza il ministero riconosca prima del 2016 i danni che ha provocato ai concessionari e se ne faccia carico”.
La dimensione del fenomeno dei Ctd, aveva detto Zanetti in parlamento, “è notevole. Come riferiscono le stesse società estere nel corso di processi, le reti alternative contano ormai circa 7.000 punti di offerta di gioco sul territorio, più della metà di quelli delle reti dei concessionari che assommano a circa 12.700”, sottolineando che la soluzione “non può che essere l’attuazione della delega legislativa di cui all’articolo 14 della delega fiscale, abbinata al suo riscontro positivo in sede comunitaria, per fornire un quadro di certezze regolatorie in vista della scadenza di tutte le concessioni di Stato in tema di scommesse che avverrà a giugno 2016”. NT/Agipro