ROMA - “Forse sarebbe stato più logico che la sanatoria venisse fatta verso i bookmaker e non verso i punti vendita. Non mi stupisco che gli operatori interessati abbiano detto di no alla proposta del Governo, ma spero che ci ripensino e che tornino sulle loro decisioni”. Così Maurizio Ughi, amministratore unico di 'Obiettivo 2016', commenta ad Agipronews il “no” di Stanleybet, SKS365 e - ultimo in ordine di tempo - Betuniq alla sanatoria prevista dalla legge di stabilità che prevede 35 milioni di euro di incasso entro il 31 gennaio, e altri 187 nel corso del 2015, da raccogliere grazie alla regolarizzazione fiscale di almeno 3.500 punti scommesse.
“Non credo che la sanatoria possa essere la soluzione al problema, - ha ribadito Ughi - in quanto presta il fianco ai contenziosi. Sembra che sia stata fatta apposta per non far aderire i bookmaker, quasi che convenga di più comminare sanzioni piuttosto che ottenere denaro dalla messa in regola dei punti vendita. Sarebbe auspicabile – ha proseguito Ughi – che il Governo si occupasse in maniera più approfondita del settore giochi, senza chiamarlo in causa ogni qual volta è necessario reperire denaro per risolvere problemi di bilancio. Solamente un settore tenuto in considerazione e strutturato correttamente potrà mantenersi sano a tutto vantaggio del comparto e delle entrate erariali”.
CR/Agipro
Stabilità, Ughi (Obiettivo 2016): “Sanatoria non è la soluzione, necessario intervento consapevole del Governo”