ROMA - «L'attività repressiva del gioco illegale è positiva, ma il mantenimento della legalità e del monopolio statale diventerebbe più efficace con una maggiore prevenzione». Maurizio Ughi, amministratore unico di Obiettivo 2016, fa il punto dopo l'operazione "The Imitation Game" che ha portato all'arresto di 11 persone e allo smantellamento di una rete illegale di gioco online: «E' il segno che nel settore dei giochi c'è ancora un grande margine di intervento da parte del regolatore per sanare il mercato illecito - dice ad Agipronews - Il gioco illegale mina il monopolio dello Stato, chiunque accetti una giocata deve avere un contratto regolare». Secondo Ughi, l'attività delle Forze dell'Ordine nel contrasto all'illegalità è da appoggiare senza riserve, ma l'amministratore unico di Obiettivo 2016 ritiene che l'intervento più importante vada fatto sul fronte delle norme: «Norme che però non puntino solo a fare cassa - continua - serve piuttosto una regolamentazione organica, un codice dei giochi, in modo che ci sia chiarezza di impostazioni e un'opera preventiva più efficace». LL/Agipro
Operazione "The Imitation Game", Ughi (Obiettivo 2016): «Contro illegalità servono prevenzione e norme organiche, non solo repressione»