ROMA - Sarebbero stati i problemi economici della società di noleggio slot gestita da Francesco Pea, 52 anni, a causare ieri mattina una tragedia familiare in una villa di Offanengo, in provincia di Cremona. Lo riferiscono gli inquirenti chiamati sul luogo, che hanno trovato senza vita i corpi di Pea e del figlio Michael, ucciso dal padre con tre colpi di pistola. L’uomo, disperato perché il business del noleggio di slot – negli ultimi anni – era andato in crisi, ha poi colpito la moglie 49enne (che ora si trova in prognosi riservata all’ospedale di Cremona) e – convinto di aver ucciso anche lei – si è poco dopo tolto la vita. “Gente riservata — assicura al sito laprovinciadicrema.it chi abita nella via —: lui era sempre in giro per lavoro, lei sbrigava le faccende domestiche. Sembravano persone con buone disponibilità economiche”. Nessuno, insomma, aveva avuto sentore della spirale di disperazione che stava strangolando il capofamiglia e che è esplosa ieri mattina. Francesco Pea era personaggio assai conosciuto tra i gestori slot della Lombardia. NT/Agipro
Tragedia familiare per la crisi: Cremona, noleggiatore di slot machine uccide il figlio e si toglie la vita