ROMA - Fumata grigia nell’incontro tra Mef e regioni. Le parti si sono incontrate ieri per la terza volta, a pochi giorni dalla presentazione delle rispettive posizioni in forma scritta: sostanzialmente inattuabile quella presentata dal “Gruppo tecnico” delle regioni con il distanziometro fissato a 500 metri e undici ore giornaliere di stop, mentre il Mef ha proposto una distanza nazionale dai luoghi sensibili a quota 250 metri e cinque ore e 30 minuti di interruzione delle attività di raccolta nelle ore di entrata ed uscita dalle scuole. Posizioni inconciliabili – almeno per ora - e nessuna trattativa possibile, a meno che le regioni non decidano di rimodulare la propria posizione: proprio da un nuovo documento regionale il confronto potrà ripartire – secondo quanto appreso da Agipronews – nel giro di un paio di settimane. La discussione dovrà uscire per forza dall'impronta “sanitaria” che finora ha caratterizzato la proposta degli enti locali e considerare anche le esigenze di imprese ed Erario. Impresa non facile, per la quale potrebbe essere presto necessario un intervento da parte della politica nazionale e locale.

NT/Agipro