ROMA - «Un’assurdità, un’idea pensata da qualcuno che non conosce la materia». Così Giovanni Risso, Presidente Nazionale della Federazione Italiana Tabaccai, commenta le indiscrezioni su una "supertassa" per i 96mila punti vendita attualmente attivi in Italia, che garantirebbe una parte - circa 1,5 miliardi - dei 3,4 miliardi di correzione dei conti pubblici richiesti dalla Commissione Europea. «È impensabile l’idea di raccogliere più di un miliardo da 96mila punti, in media sarebbero più di 15mila per negozio. Chiuderebbero tutti». Cifre altissime che per Risso sarebbero impossibili da raggiungere vista la situazione attuale dei punti vendita: «Spesso i regolamenti comunali limitano l’attività. Dunque si gioca di meno, si raccoglie di meno, ma dovremmo comunque pagare di più. La materia è totalmente da rivedere, sono impensabili altre tasse quando non si può neanche raccogliere gioco». La Federazione, nel frattempo, è in attesa dell’accordo tra Governo ed enti locali sul riordino del settore: «Ci aspettiamo una soluzione seria, per ora non ce ne sono». LL/Agipro