ROMA - L'introduzione di una tassa sulle scommesse sportive non costituisce «automaticamente una restrizione ingiustificata alla libera prestazione dei servizi». È la risposta del Commissario europeo per il mercato interno, Thierry Breton, all'interrogazione dell'europarlamentare Fulvio Martusciello (PPE) sulla tassazione dello 0,5% sulla raccolta scommesse per finanziare il fondo salvasport. Martusciello chiedeva alla Commissione UE di «tutelare i diritti degli imprenditori del settore» e «quali misure intendeva adottare per impedire a molte imprese di chiudere».
Breton riconosce che «la crisi Covid-19 ha causato difficoltà senza precedenti alle imprese» ma «la competenza a decidere sulle misure nazionali in materia fiscale spetta agli Stati membri, a condizione che la esercitino in conformità con la legge europea», spiega. «In assenza di una legislazione europea armonizzata sul gioco, gli Stati membri dispongono di un ampio margine per regolamentare questi servizi. La direttiva IVA non impedisce agli Stati membri di introdurre tasse sulle scommesse e sul gioco», ha ricordato, ma le «imprese che ritengono che una determinata misura costituisca una violazione dei loro diritti possono presentare ricorso ai tribunali nazionali», ha sottolineato. «In assenza di qualsiasi prova che indichi una violazione del diritto comunitario commessa dall'autorità italiana, la Commissione non può intervenire», ha concluso.
MSC/Agipro
Tassa dello 0,5% sulle scommesse, Breton (UE): "Stati membri liberi di decidere, le aziende possono presentare ricorso ai tribunali nazionali"