ROMA - La tassa da 500 milioni prevista per i concessionari slot e vlt dalla legge di stabilità 2015 viola i principi di ragionevolezza, uguaglianza e libertà di iniziativa economica e pertanto verrà rinviata alla Corte Costituzionale: è quanto si legge in una serie di ordinanze del Tar Lazio, in cui si ribadisce quanto già stabilito lo scorso 17 novembre. Il tribunale amministrativo ha disposto il rinvio per esaminare, in particolare, le modalità di ripartizione della tassa sui singoli soggetti della filiera, che prevedeva la riduzione dei compensi in base al numero di apparecchi riferibili ai singoli concessionari. "L’importo totale di euro 500 milioni è legato non a un dato di flusso, quale i volumi di raccolta delle giocate – si legge nelle nuove ordinanze, che ricalcano quanto stabilito già a novembre - ma a un dato fisso, quale il numero di apparecchi esistenti e riferibili a ciascun concessionario alla data del 31 dicembre 2014". Una contraddizione “per sé idonea ad indurre il sospetto che la norma” contenuta nella legge di stabilità per il 2015 “abbia violato sia il principio di ragionevolezza che quello di uguaglianza”.
Inoltre, la “irragionevole ripartizione del versamento imposto tra i concessionari potrebbe produrre un’alterazione del libero gioco della concorrenza tra gli stessi”, favorendo quelli che, in presenza di una redditività superiore per singolo apparecchio, si trovano a versare, in proporzione al volume di giocate raccolte, un importo minore”, e indirettamente “gli operatori del settore dei giochi pubblici diversi da quelli in discorso”.
PG/Agipro