ROMA - I gestori di slot machine sono obbligati, così come i concessionari, a versare la quota della tassa da 500 milioni prevista dalla legge di stabilità 2015 per la filiera degli apparecchi da gioco. A ribadirlo è la Decima sezione civile del Tribunale di Roma, sul caso sollevato da un gestore. L'operatore aveva chiesto l’emissione di un provvedimento d’urgenza per opporsi alla sospensione dell’attività di raccolta disposta dal concessionario di riferimento per il mancato pagamento delle somme dovute. Il gestore, costretto a chiudere i locali e cessare ogni attività, aveva contestato il comportamento del concessionario, che aveva stabilito «in 1.207 euro per ciascun apparecchio la somma dovuta dal gestore e per avere lo stesso disattivato le VLT e le AWP del gestore inadempiente». Il Tribunale di Roma ha però ritenuto insussistente il diritto del gestore a pretendere la riattivazione degli apparecchi, evidenziando le decisioni della Corte Costituzionale e il Tar Lazio sull'argomento, le quali hanno chiarito che «l’onere del prelievo forzoso non è più a carico solo dei concessionari ma grava su tutti gli operatori della filiera del gioco lecito e quindi anche su esercenti e gestori». Il Tribunale esclude dunque che il concessionario «abbia illegittimamente preteso gli importi in questione» e che abbia determinato «la inesorabile difficoltà del ricorrente a onorare gli impegni presi e l’aggravamento della sua posizione debitoria». LL/Agipro