ROMA - Non esiste danno grave e irreparabile per i concessionari slot e vlt tenuti a versare la tassa da 500 milioni prevista dalla legge di stabilità di un anno fa. La Quarta sezione del Consiglio di Stato ha respinto con questa motivazione l'appello presentato dalle società dopo il no del Tar Lazio dello scorso ottobre, riferito in particolare alla seconda rata da 300 milioni. Secondo il Collegio, l'intera cifra poteva essere pagata utilizzando le somme che i concessionari devono esigere come cauzione da gestori ed esercenti, ovvero 1.500 euro per ogni apparecchio, secondo lo schema tipo di convenzione. "Lo storno di tali somme in favore dell’Amministrazione è idoneo – da un conteggio ragguagliato al numero di apparecchi riferibili ad ogni singolo concessionario come enumerati nella nota dell’Amministrazione - a coprire l’intero importo delle due rate". Il Tar Lazio, dopo il no alla sospensione della seconda rata, ha però rinviato la questione in Corte Costituzionale, per valutare la legittimità della norma. Su questo aspetto il Consiglio di Stato rileva che "le censure proposte da parte appellante coincidono sostanzialmente con il profili di non manifesta incostituzionalità delle disposizioni legislative di riferimento demandati dallo stesso Tar al giudizio della Corte Costituzionale". LL/Agipro