ROMA - L’autorizzazione di polizia per la raccolta delle scommesse non può essere automaticamente negata se la persona che la richiede è stata sottoposta a indagini o ha parentele con soggetti pregiudicati. Lo ha stabilito il Tar Veneto nella sentenza che ha accolto il ricorso della società Beginbet. Il Questore di Venezia aveva negato la licenza al titolare a causa della parentela e delle presunte frequentazioni di pregiudicati. “Non può ritenersi che la mera sottoposizione dell'interessato a un'indagine penale e/o l’essere parenti di soggetti pregiudicati possano comportare ex se la perdita del requisito della buona condotta - si legge nella sentenza - dovendo quest'ultima essere valutata in concreto e in relazione alla prevedibilità ragionevole e motivata circa l'abuso dell'autorizzazione”. Le influenze che secondo avrebbe subito la società sono state smentite, continuano i giudici; inoltre, il fatto che in passato il titolare abbia raccolto scommesse per conto di un bookmaker senza concessione non può essere un valido argomento per rifiutare la licenza. Il titolare ha aderito alla sanatoria prevista dalla legge di stabilità del 2015 e dunque “non gli possono essere riferiti le situazioni antecedenti all’entrata in vigore” della norma. LL/Agipro